Cosa sono i “veri” Playground

In Italia i playground sono in aree ludiche e strutture giochi per bambini con percorsi, labirinti ad ostacoli, aree gioco contenenti all’interno una serie di svariati accessori per il gioco e divertimento dei più piccoli.

Ma in realtà quando parliamo di Playground, specialmente targato USA, stiamo parlando di un’altra cosa. Un altro mondo. Un altro Way of Play & Live.
Playground, che in inglese significa genericamente “campo da gioco” o “parco giochi”, sta ad indicare generalmente un campo da gioco all’aperto per giocare a basket (pallacanestro).

Al playground non si gioca a basket, la palla è si sempre la stessa, i giocatori in campo sono sempre gli stessi a parte alcune varianti (3vs3 o 1vs1) ma non ci sono sostituzioni e soprattutto non ci sono arbitri. E proprio per questo se qualcuno fa fallo bisogna chiamarlo: ”I got it”. Il gioco è sicuramente più maschio e duro, i contatti che si consentono vanno oltre i limiti stabiliti dal basket professionistico così come le infrazioni del regolamento.

Quando in Nba erano ammessi soltanto pochi eletti della comunità afroamericana, per una squallida politica segregazionistica, i migliori giocatori di basket si trovavano sui playground, sono tantissime le storie di grandi campioni mai approdati in Nba o passati velocemente, salvo ritrovarsi immischiati in problemi di ben altro genere, roba di strada, questioni di quartiere.

Il l basket è diventato il gioco che conosciamo perché è cresciuto e si è alimentato di ciò che succede sui campetti di strada, dove i colored hanno creato tutto ciò che si sa adesso sul basket, i movimenti più spettacolari, cross overs, step backs e tutto il resto,  e se lasciate stare i movimenti professionistici o presunti tali (NBA e NCAA) che rappresentano meno dell’1% dei giocatori americani allora capirete che il basket è prima di tutto playground.

Il basket da playground nasce nei ghetti dove molto spesso gli appartenenti alle classi meno abbienti fanno dei proprio campetti trasandati , col cemento spaccato e i canestri di ferro vecchio il loro staples center. Il playground può essere considerato quello che per noi italiani e’ la piazza o l’agora, ovvero il cuore pulsante del quartiere, quello dove tutta la gente accorre quando si sparge la voce che qualche fenomeno sta giocando per esclamare “ HE GOT GAME!”

Putin e i “giochi” gonfiabili militari

Carri armati, missili e caccia: l’arsenale militare gonfiabile di Putin

Sono i carri armati T-80 di Putin, ma realizzati come se fossero dei giochi gonfiabili. Prendono forma in pochissimi minuti e con la stessa velocità possono scomparire. Insieme ad essi si può anche acquistare l’apparecchiatura che stampa false tracce di carro armato sul terreno.
Ovviamente non sono armi letali come i sistemi missilistici Iskander-M piazzati a Kaliningrad, tuttavia fanno parte anche loro dell’arsenale militare della nuova Russia di Putin. Ed hanno una precisa funzione tattica.

Inchesta del NYT sui Gonfiabili militari

Secondo un’inchiesta del New York Times, il ministero della Difesa russo avrebbe, infatti, commissionato ad una fabbrica di palloni aerostatici, la Rusbal, la fabbricazione di un intero arsenale militare che comprende carri armati, caccia bombardieri, sistemi lanciamissili, caccia intercettori e mezzi militari gonfiabili. Si tratta di mezzi diversivi che possono apparire e sparire in pochi minuti, e che ad una distanza di 300 metri appaiono come veri e propri mezzi militari. Alla costruzione delle armi gonfiabili, secondo il quotidiano americano, lavorano in segreto, in una fabbrica nella campagna russa nei pressi di Mosca, la maggior parte degli 80 dipendenti della società.

Il motivo è semplice. In guerra, “nessuno ha mai vinto onestamente”, spiega Aleksej Komarov, l’ingegnere che ha progettato il “trucco”, intervistato dal New York Times. Si tratta, infatti, di una strategia militare ben precisa. La “maskirovka”, ovvero la dottrina militare sovietica che prevede di sorprendere il nemico con l’inganno ed il camuffamento. Niente di nuovo in realtà: Timeo Danaos et dona ferentes, diceva, infatti, Lacoonte quando cercava di convincere i troiani a non accettare il cavallo lasciato in dono dai greci. Dal cavallo di Troia, alle cosiddette “unità fantasma” impiegate nella seconda guerra mondiale, sono molte, infatti, le tecniche di inganno e dissimulazione usate nella storia dei conflitti. Ed anche la Russia, accusa il New York Times, avrebbe ripetutamente fatto uso di tecniche di questo tipo, negli ultimi mesi, in Crimea, in Siria, e nel Sud-Est dell’Ucraina. Lo scopo di questo tipo di operazioni, infatti, si legge sul quotidiano, è quella di “manipolare la percezione della realtà dell’avversario, dando informazioni sbagliate, ed eventualmente interferire con il processo decisionale” del “nemico”.

carri armanti gonfiabili

Lo scopo del dispiegamento dell’armata gonfiabile di Putin è, quindi, quello di intimorire, con l’inganno l’avversario. Visti da un satellite o da un drone spia, infatti, i carri armati e i caccia prodotti dalla Rusbal, sembrano dei veri e propri mezzi militari. Ma, avvertono dalla fabbrica, sono fatti per essere gonfiati e sgonfiati velocemente. Se rimanessero per un periodo prolungato nello stesso luogo, scrive il quotidiano statunitense, sarebbero soggetti a fluttuazioni a causa del vento e ad un restringimento delle dimensioni, e si scoprirebbe il trucco. La nuova “guerra fredda” tra la Casa Bianca e il Cremlino, insomma, si combatte senza esclusione di colpi e con le armi più disparate: dalla cyberwar, alle armate gonfiabili del Cremlino.

Una festa ben riuscita

Qual è l’ingrediente più importante per una festa ben riuscita?

Sicuramente la ludoteca e l’animazione, per assicurare il vero divertimento ai nostri bambini, e non il semplice intrattenimento. Con questo spirito e con la passione per lo spettacolo e il gioco, è nato Circowow. Alla base, l’esperienza e la professionalità di Filippo, organizzatore di eventi e creativo, Sarah, psicologa dell’età evolutiva e animatrice, e Stefano, attore e regista teatrale. Oggi coordinano un team di oltre 50 professionisti in tema di feste, lavorando in tutto il nord Italia. Ma veniamo a Circowow, come definirlo? Una sorta di tendone da circo simpatico e coinvolgente, ricco di sorprese e fantastiche avventure. Sono ben 16 le tipologie di feste differenti che Circowow ha ideato, per soddisfare tutte le esigenze. Qualche esempio?

L’animal party con animali veri e non, condotto da due esploratori che vi porteranno in giro a scoprire le bellezze della natura; per i più grandicelli il super fluo party per scatenarsi a ritmo di musica e stupirsi con effetti speciali; la festa sport per i più appassionati di discipline divertenti e ancora l’immancabile luna park realizzato con giochi in legno di una volta. Poi ancora Maghi, giocolieri clown, pupazzi e bolle di sapone. E gli addobbi? Circowow pensa anche a questo! Fondali, decorazioni, scenografie! Per non parlare, poi, degli attori in costume che impersonano lo spirito e il comportamento dei personaggi preferiti dai bambini! L’effetto, come dicono loro, è “wow”, ovvero riuscire a creare sempre un’emozione in ogni partecipante alla festa, che deve essere unica, magica, coinvolgente.

Progettiamo spazi per i bambini

Alessandra e Daria: entrambe architetto, dopo la maternità non hanno cambiato lavoro, ma hanno riconvertito la propria professione dandole una direzione diversa. Quale? Progettazione d’interni, sì, ma dedicata ai più piccoli. Oggi si chiamano Archiforlittlestars. Qui ci raccontano come è nata l’idea e come progettano spazi a misura di bambino.

Di cosa vi occupavate prima della nascita dei vostri figli?

Ci siamo sempre occupate di architettura: dopo la laurea abbiamo lavorato in questo settore spaziando dalla progettazione di interni, ambito in cui ci siamo occupate anche di spazi per i bambini, al settore retail per un noto marchio nel mondo dell’alta moda.

Come è cambiato il modo di rapportarvi alla vostra professione dopo la maternità?

Si sa, diventare mamma cambia una donna nel profondo, può stravolgere la vita… in positivo ovviamente! La sensibilità nei gesti, la pazienza nelle azioni, l’attenzione all’interazione, la voglia di offrire sempre stimoli nuovi e l’importanza di fornire gli strumenti corretti… progettare è anche un po’ tutto questo! Così, in modo del tutto naturale, ci siamo ritrovate ad unire le attitudini, e i due mondi si sono incontrati per fondersi. Ma, soprattutto, i nostri figli ci hanno fatto capire quanto sia importante avere un proprio spazio in cui stare bene e muoversi liberamente. La casa, infatti, è l’ambiente in cui devono riconoscersi e in cui devono aver voglia di tornare dopo le ore passate al nido o a scuola.

Come e quando è nata l’idea di Archiforlittlestars?

Un pomeriggio al telefono. Se ne parlava già da mesi in orma di chiacchiere tra amiche, poi mentre una era a casa con i bimbi e l’altra in montagna a spingere il passeggino tra i boschi, è scoccata la scintilla: noi non vogliamo essere “archi stars” noi vogliamo progettare per le nostre “littlestars” e da qui questo stravagante nome. Avevamo già affrontato alcuni progetti per bambini e ci eravamo rese conto che in Italia mancano figure che si dedicano esclusivamente a questo settore e che curano la progettazione e il design per bambini a 360°.

In cosa consiste quindi il vostro lavoro oggi?

Oggi progettiamo “contenitori dove poter crescere e giocare”: spazi a misura di bimbo, rispettando le loro esigenze, necessità e i loro gusti, creando luoghi in cui possano muoversi in libertà, sentirsi bene e ispirati da ciò che li circonda. Il bambino è il centro del progetto. La prima fase progettuale infatti consiste in una simpatica intervista ai genitori a cui chiediamo di raccontarci di loro figlio: gusti, passioni, abitudini. Quindi progettiamo camerette, angoli giochi, zone nursery, ma anche asili nido, ludoteche, spazi per “ricevere” piccoli utenti.

Vi occupate solo del progetto o anche della realizzazione degli arredi?

Abbiamo due “formule”: “progettazione on-line” che abbatte costi e tempi, oppure “progettazione on-site” con la quale seguiamo il cliente in ogni minimo dettaglio, dalla fase di rilievo dello spazio fino alla realizzazione. Collaboriamo con una rete di falegnami che possono supportarci nella realizzazione degli arredi, oppure selezioniamo direttamente dal mercato che oggi offre una varia scelta di prodotti che abbiamo testato personalmente per progetti già affrontati. Inoltre abbiamo disegnato una linea di complementi di arredo a tema “littlestars” che ci aiuta a personalizzare gli spazi e a creare un’atmosfera unica. Si tratta di complementi unici, tutti prodotti in Italia, realizzati con vernici e prodotti atossici e certificati.

Quali sono le regole fondamentali per un ambiente a misura di bambino?

Di regole ce ne sono molte e la sicurezza è certamente un tema molto importante che poniamo alla base di tutto. Se dovessimo però citare le tre più importanti per noi: • che il bimbo si riconosca nel suo spazio • che lo spazio sia “trasformabile” senza dover stravolgere tutto ogni anno, visto che i bimbi sono in crescita e in continuo cambiamento sia per quanto riguarda i gusti sia per le esigenze • che il bambino si possa muovere in totale autonomia per svolgere ogni azione: giocare, leggere, disegnare, lavarsi le mani o i denti, senza dover richiedere l’aiuto di mamma o papà.

Come può contattarvi una mamma che vuole usufruire dei vostri servizi?

Per conoscerci meglio può visitare il nostro sito www.archiforlittlestars.com, dove abbiamo un blog in cui parliamo dei nostri progetti e della progettazione per bambini in generale oppure può seguirci su facebook o instagram.

Maxi gonfiabili a Riccione

Tre maxi gonfiabili a Riccione che richiamano sole, mare e spiagge.

Stupire, attrarre e divertire sono questi da sempre i capisaldi del turismo e dell’accoglienza a Riccione. Ed è proprio da questi presupposti che nasce il ‘Riccione Village‘, la prima area espositiva e d’incontro interamente rivolta alla promozione territoriale di Riccione sia in Italia che all’estero.
Tre gonfiabili grandissimi richiamano Riccione attraverso un chiaro impatto visivo, sia attraverso i loghi e colori istituzionali, sia attraverso le inconfondibili forme degli oggetti che caratterizzano le spiagge riccionesi dal moscone alle cabine utilizzate in tutti gli stabilimenti balneari.

Assieme all’arco, di 6 metri d’altezza, identificheranno l’area in cui si svolgeranno le prossime campagne di promozione turistica, ma anche animazione, show cooking, degustazioni, incontri culturali, presentazioni, mostre e tanto altro che abbia come obiettivo quello di far conoscere la Perla Verde e le sue peculiarità. Gli elementi potranno essere utilizzati insieme o singolarmente sia all’esterno, che all’interno di aree fieristiche o centri commerciali, in funzione dello spazio a disposizione.

Questo format a supporto della promozione turistica di Riccione segue una serie di attività già sviluppate e messe in atto dall’Assessorato al Turismo per incrementare la comunicazione e incentivare la partecipazione degli operatori stessi, in quanto portatori di interesse. In primo luogo si è messo a disposizione degli operatori ricettivi ed extraricettivi un Media kit di facile uso per tutti gli eventi di grande portata o di maggior interesse, da poter utilizzare sui propri canali di comunicazione online e offline. Si è inoltre offerta disponibilità per attivare canali di interlocuzione istituzionale e in fine è stato realizzato il villaggio di gonfiabili che costituisce uno strumento originale e unico a supporto della promozione della città.

 

Particolare attenzione è stata rivolta alla comunicazione visiva, che è il primo vettore attraverso il quale presentare la Città, il suo territorio, le sue attrazioni, i suoi servizi e la sua vocazione all’ospitalità. L’attenzione si è concentrata sull’effetto empatico evocato dalle strutture stesse nei confronti di coloro che le vedono. Un omaggio all’italianità, utile anche a collocare geograficamente all’estero la città, passa attraverso l’inserimento di fascette e bandiere tricolore su tutte le strutture gonfiabili.  In fine, il nome della città è stato richiamato attraverso l’indirizzo internet del sito turistico attivato dall’Assessorato al Turismo, Riccione.it. In questo modo, sfruttando qualsiasi smartphone o tablet chiunque e ovunque potrà immediatamente scoprire Riccione con un semplice click, atterrando sulla Home page del sito istituzionale.

Lo studio grafico è stato affidato al designer riccionese Gianluca Alessandrini, che ha sviluppato il progetto realizzato dalla ditta  faentina, Diamante Mongolfiere, leader nazionale nella produzione di strutture gonfiabili personalizzate. I gonfiabili del Riccione Village, infatti, sono pezzi unici, appositamente realizzati per la Perla Verde.

Il grande arco delineerà l’ingresso del simpatico villaggio di gonfiabili. Il richiamo al territorio passa attraverso la scelta cromatica delle sue colonne e l’effige istituzionale che campeggia al centro della volta. Il nome della città sarà seguito dal claim ‘Your Lifestyle’ con cui si intende connotare uno stile di vita, un modo di intendere la vacanza, il benessere, il tempo libero di tutti coloro che scelgono e sceglieranno Riccione come luogo in cui rilassarsi, divertirsi con amici o familiari.

Le cabine utilizzate dai nostri bagnini offriranno, invece, due ambienti adatti a sala espositiva, incontri o magazzino. Il gonfiabile misura 6,70 metri di lunghezza per 4,50 di larghezza e 3,50 di altezza. Le pareti esterne saranno rivestite da gigantografie che racconteranno il nostro territorio, il suo ambiente, alcuni luoghi di divertimento e le tradizioni di festa o gli elementi culinari più richiesti e apprezzati in maniera semplice, diretta e immediata. Il loro utilizzo potrà essere molteplice e offriranno due ampi spazi interni dotati di illuminazione.

 

Il moscone lungo 6 metri, largo 3,10 e alto 2,90 metri richiama la tradizione marinara della Città, ma anche la sicurezza e i servizi offerti da Riccione a cui è universalmente riconosciuta l’ospitalità e la cura del proprio ospite. Sulle derive campeggerà get free musically followers without downloading apps or survey la scritta Riccione.it, sul retro del seggiolino il claim Your lifestyle e ai lati il logo della città. In tal modo Riccione ribadisce anche il valore del brand a cui si associa la destinazione turistica.

 

Il ‘battesimo’ del Riccione Village si terrà dal 3 al 6 gennaio sulle Dolomiti, nel bellissimo Comprensorio sciistico di Folgarida-Marilleva grazie alla collaborazione con Funivie Folgarida-Marilleva Ski.it.

“Il Riccione Village non è il punto di arrivo, ma di partenza verso una ancora più attiva e presente promozione e commercializzazione della vacanza tematica e motivazionale – ha dichiarato l’Assessore al Turismo, Claudio Montanari -. Per questo motivo assieme ai Club di prodotto abbiamo creato un osservatorio permanente sul turismo riccionese che si riunirà ogni mese, attraverso il quale pensare, organizzare e strutturare strategie di mercato e campagne di promozione condivise, incrementando così la collaborazione tra pubblico e privato già avviata nello scorso biennio. Il Riccione Village sarà messo a disposizione dei club di prodotto che ne facciano richiesta al fine si promuovere le loro proposte commerciali e al contempo l’intero territorio. Questo format, quindi, intende dare vita a un concetto di promozione additiva, capace di coinvolgere e di porre in condivisione idee, professionalità e competenze a favore della città”.

 

Solofra, carabinieri e finanza al Playground

Rilevate irregolarità igienico-sanitarie ed in materia di normativa del lavoro.

Carabinieri, Guardia di Finanza ed Ispettorato del lavoro hanno la scora sera puntato la loro attenzione sul Playground di Solofra. Controlli e verifiche al termine delle quali sono state mosse contestazioni rispetto all’inquadramento dei volontari che sono impegnati nell’organizzazione della manifestazione e rilievi sono stati mossi anche in materia igienico-sanitaria. Rilievi che si sono tradotti in sanzioni contro gli organizzatori hanno già annunciato, però, l’intenzione di fare ricorso.

Ieri, intanto, il popolo del web si è mobilitato per dare piena ed incondizionata solidarietà agli organizzatori dell’appuntamento che per una settimana trasforma piazza Mercato in una immensa area giochi. Ed in serata poi spazio alla musica ed alla comicità. Un appuntamento molto partecipato che tutte how to enter cheat codes in clash royale le sere fa il “tutto esaurito”. Nonostante tutto la manifestazione va avanti e questa sera sarà la volta dei comici di “Made in Sud”.

Parco giochi con Gonfiabili a Faenza: Gommolandia

A Faenza un parco giochi indoor “Gommolandia”, paradiso dei bambini.

Da sabato 7 novembre a Faenza c’è “Gommolandia”, un parco giochi indoor per bambini, ideale per compleanni e feste. La struttura, di circa 700 metri quadrati di superficie è in via Soldata 3, in un complesso al coperto, climatizzato, con dieci sale compleanno attrezzate con giochi gonfiabili e molte altre attrazioni, intrattenimento con trucca bimbi, spettacoli e animazioni.

“Gommolandia” è quindi un vero e proprio paradiso per i bambini, la prima attrazione di questo tipo nel Faentino, un luogo sicuro dove portare i bambini in inverno a divertirsi quando fuori fa freddo. La struttura, dotata di un ampio parcheggio esterno, sarà clash royale hack 2017 download aperta tutti i giorni dalle ore 15.30 alle 18.30, il sabato e la domenica fino alle 19.30 (informazioni: 338 3035155).